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Ecco 10 cose da non fare in caso di dolore tendineo dell’arto inferiore

Un ringraziamento particolare a FISIOBRAIN e SAMUELE PASSIGLI , dai quali abbiamo preso spunto riadattando, dall’originale, un articolo dell’ autore  Jill Cook. 

Andando  a parlare di problematiche che riguardano i tendini , è doveroso sottolineare come  la scelta della terminologia del titolo, apparentemente  generica,   “dolore tendineo, ” non è altro che, in realtà, frutto di una premessa,  di seguito riportata.  

 

Il tendine è una struttura composta da tessuto connettivo  e a differenza del muscolo, struttura a cui direttamente collegato,  presenta una scarsa vascolarizzazione. Inoltre , sebbene il tessuto connettivo peritendineo  e i vasi che irrorano il tendine siano riccamente innervati , all’interno di esso vi è una scarsa presenza di innervazione. Ne consegue che tuttora, in queste situazioni,  non è ancora ben chiaro da dove venga il dolore; parallelamente, se si considera inoltre che non vi è la certezza  che in presenza di dolore vi sia un processo infiammatorio in atto, anche il termine tendinite rischia di essere non corretto e fuorviante.
Ciò che è ben più chiaro, è che una corretta distribuzione dei carichi sulla struttura , permette l’adattamento e di conseguenza il rinforzo del  tendine; viceversa stress non consoni possono portare a cambamenti negativi che sono spesso progressivi e inizialmente asintomatici.
I soggetti affetti da questo tipo di patologie spesso continuano a lavorare e a fare sport quando cominciano ad avverire i primi sintomi e l’insorgenza graduale e subdola  li porta a sottostimare il problema.  L’overuse è sicuramente la causa primaria di questo processo , la cui guarigione deve passare da alcuni comportamenti che la letteratura scientifica consiglia di evitare. 

Eccoli di seguito

1. Riposo completo
 
Il riposo riduce la capacità del tendine di adattarsi al carico. Ma il dolore non deve essere ignorato (vedere poi il punto 4). E’ necessario ridurre i carichi al livello tollerabile dal tendine e incrementare successivamente con gradualità la tolleranza del tendine al carico.
 
2. Effettuare trattamenti passivi
 
I trattamenti che non hanno l’obiettivo di aumentare la capacità di carico del tendine non sono efficaci nel lungo termine, sebbene siano utili in alcuni casi per ridurre temporaneamente il dolore.
 
3. Effettuare infiltrazioni
 
Le infiltrazioni nel tendine non sono efficaci. Non dovrebbero essere effettuate prima che il tendine abbia risposto a un buon programma di esercizi.

 

4. Ignorare il dolore
 
Il dolore avvisa che il carico è eccessivo. E’ necessario ridurre le componenti dell’allenamento che sovraccaricano il tendine (vedere poi il punto 10).
 
5. Fare stretching
 
Lo stretching aumenta le forza compressive dannose per il tendine.  Se i muscoli sono rigidi, piuttosto è consigliato utilizzare il massaggio sul ventre muscolare stesso, ma non direttamente sul tendine (vedi punto seguente). 

6. Massaggiare il tendine
 
Un tendine doloroso è sovraccaricato e irritato; di conseguenza, il massaggio può rappresentare un insulto eccessivo e aumentare il dolore. In alcuni casi il dolore migliora nell’immediato dopo il massaggio, ma può peggiorare successivamente con il carico. Come riportato nel punto 5, può essere utile massaggiare il muscolo.
 
7. Preoccuparsi dei risultati dell’indagini strumentali
 
I referti dell’ecografia e della risonanza magnetica possono spaventare il paziente e parole utilizzate dai medici come “degenerazione” e “lesioni” possono scoraggiare il carico. Il tendine patologico può tollerare il carico, soprattutto se aumentato progressivamente.
 
8. Preoccuparsi della rottura del tendine
 
Il dolore è protettivo per il tendine perchè determina una riduzione del carico. La maggior parte delle persone che hanno una rottura completa di un tendine riferiscono di non aver mai avuto dolore in precedenza.

 

9. Dedicare poco tempo alla riabilitazione
 
Dedicare poco tempo alla riabilitazione non funziona. E’ necessario un tempo adeguato per aumentare la forza e la capacità di carico del tendine. Sebbene siano necessari  3 mesi e in alcuni casi anche di più, i risultati nel lungo termine sono buoni se la riabilitazione è corretta. I trattamenti definiti miracolosi (vedi punto 3) in genere portano a miglioramenti nel breve termine, ma il dolore si ripresenta quando il tendine è sottoposto nuovamente al carico.
 
10. Non capire quali carichi siano eccessivi per il tendine
 
Il carico maggiore sul tendine avviene durante le attività che lo utilizzano come una molla, come saltare, cambiare direzione o effettuare uno sprint. Carichi differenti sono bassi per il tendine, così gli esercizi con i pesi eseguiti lentamente non determinano un carico eccessivo nel tendine, nonostante abbiano sicuramente un effetto benefico sui muscoli.
 
Riassunto
 
Il messaggio da portare a casa è che la riabilitazione basata sull’esercizio rappresenta il trattamento migliore per il dolore tendineo. Un programma progressivo con esercizi di forza e resistenza darà al tendine i carichi appropriati e avrà i risultati migliori nel lungo termine.

 

Paolo Duminuco Fisioterapista OMT

 

 

Bibliografia: 

Bjur D, Danielson P Presence of a nonneuronal cholinergic system and occurence of up-and downregulation in expression of M2 muscarinic acetylcholine receptors new aspects of importance regarding Achilles tendon tendinosis (tendinopathy). Cell Tissue Res.  2008; 331 (2):385-400

Cook JL , Purdam CR    Is tendon pathology a continuum? a pathology model to explain the clinical presentation of load-incduced tendinopathy.    Br J Sports Med 2009: 43(6): 409-16

Tradotto da http://semrc.blogs.latrobe.edu.au/10-things-not-to-do-if-you-have-lower-limb-tendon-pain/
Autore: Jill Cook

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