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“Gomito del tennista”: può il Diclofenac essere un valido rimedio ?

Adesso ti spiegheremo esattamente se il Diclofenac è un valido trattamento, abbiamo solo bisogno di fare una breve introduzione.

Quando diciamo Gomito del tennista facciamo riferimento ad un disturbo muscolo-scheletrico che coinvolge il punto dove si inserisce prinicpalmente il tendine dell’ estensore breve del polso , muscolo ampiamente usato per impugnare la racchetta (ed avere una corretta tecnica in particolare nel colpo del rovescio). Va da sé che i tennisti (ma non solo…) siano una categoria particolarmente soggetta a questa patologia.

La comunità scientifica ha portato avanti per decenni la diagnosi di “Epicondilite” , dove il suffisso -ITE significa infiammazione , mentre il termine Epicondilo fa riferimento alla struttura ossea dove appunto si localizza del dolore. Recentemente però, tramite numerosi studi ecografici, è stato visto come spesso il manifestarsi di questi sintomi NON corrisponda ad una INFIAMMAZIONE nella porzione anatomica responsabile del sintomo; da qui la necessità di coniare una nuova definizione: TENDINOPATIA LATERALE di GOMITO, locuzione in cui appunto non si fa più riferimento all’infiammazione bensì ad una generica patologia (-patia) tendinea (tendino-).

Se avete letto attentamente fin qui e se sapete bene cosa sia il Diclofenac, allora sarete già in grado di ipotizzare una risposta alla domanda del titolo. Ma andiamo a vedere più attentamente
Il Diclofenac rientra nella macro-categoria dei farmaci ANIT-INIAMMATORI, discostandosi però dai cortisonici, e definendosi con l’acronimo di FANS (farmaci ANTI-INFIAMMATORI non steroidei).
Adesso dovrebbe sorgervi spontanea una domanda: se non è presente l’infiammazione, come posso sperare che un farmaco anti-infiammatorio mi riduca i sintomi?


Meglio affidarsi ad altri rimedi! (La Tendinopatia non è un processo infiammatorio, ma ha connotazioni degenerative con modificazioni a livello di sistema motorio e nocicettivo) per lo stesso motivo anche le infiltrazioni di corticosteroidi, sebbene possano ridurre il dolore nel breve termine, quando confrontate con altri interventi risultano meno efficaci nel lungo periodo e possono dare effetti negativi nel medio e lungo termine. La terapia farmacologica non è quindi la miglior cura per questa problematica , soprattutto se non associata ad altre strategie terapeutiche.
La nostra proposta di trattamento prevede un modello in cui è determinante il ruolo attivo del paziente: educazione, riduzione del dolore tramite individuazione di esercizi appropriati sono le scelte di prima linea, al limite della laserterapia per aiutare a ridurre il dolroe. Altre strategie passive quali l’uso del tutore (attualmente molto diffuso e prescritto) risultano inefficaci.

Ecco alcuni semplici esercizi per il gomito del tennista: