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Il Mal di Testa che parte dal collo? Ci pensa il Fisioterapista!

Quante persone si lamentano di dolore alla testa ? Quante volte il mal di testa costringe a smettere di fare quello che si vuole? Quante domande ci facciamo sul motivo di tale problematica? La risposta a queste domande è sempre la stessa “Tante o forse troppe..”. In questo articolo vogliamo affrontare il problema molto diffuso del così detto mal di testa legato a problematiche riguardanti il rachide cervicale, scientificamente definito come cefalea cervicogenica (CEH).

È stato stimato che circa il 4,1% della popolazione potrebbe sperimentare la CEH. Tale cefalea
infatti è uno dei tipi più comuni di mal di testa e può rappresentare fino al 15% della popolazione
di cefalee e fino al 20% di tutti i mal di testa cronici e ricorrenti. Le donne sono colpite in misura
maggiore rispetto agli uomini, con un rapporto di 4:1.
I pazienti che hanno subito un traumatismo, come per esempio un colpo di frusta, con
conseguente dolore al collo e limitazione del movimento, possono sviluppare una CEH.
Il gruppo di studio internazionale Cervicogenic Headache (CHISG) ha sviluppato un elenco di criteri
diagnostici clinicamente rilevanti che includono dolore con movimento del collo, range di
movimento cervicale ristretto (ROM) e rigidità muscolare, come principali sintomi.

La terapia manuale, intesa come manipolazioni e mobilizzazioni cervicali è spesso utilizzata per
trattare pazienti con diagnosi di cefalea cervicogenica. Tuttavia ci sono evidenze contrastanti
sull’utilizzo di queste tecniche.
Una revisione del 2016 (Mobilization and Manipulation of
the Cervical Spine in Patients with Cervicogenic Headache: Any Scientific Evidence?
Garcia JD, Arnold S, Tetley K, Voight K, Frank RA.), comprensiva in totale di 10 articoli scientifici,
ha investigato l’effetto di tali tecniche di terapia manuale sull’intensità del dolore e sulla frequenza
del mal di testa comparandole con un gruppo di soggetti, detto gruppo di controllo, sui quali sono
stati eseguiti interventi tradizionali di fisioterapia tramite l’utilizzo dell’esercizio terapeutico, di
terapie strumentali, come il laser, di massaggio o di un intervento placebo, ossia un trattamento
terapeuticamente inerte, il cui effetto è basato sulla sola suggestione psicologica,
in pazienti con diagnosi di cefalea-cervicogenica (CEH). 

Tutti gli studi hanno riportato una qualche forma di misura di outcome, cioè un indicatore di
risultato, per l’intensità, la frequenza e la durata del mal di testa, l’intensità del dolore, il range di
movimento articolare (ROM) e la disabilità.
Sette dei dieci studi hanno mostrato che i soggetti che hanno ricevuto interventi di mobilizzazione
o manipolazione articolare (tecniche di terapia manuale) hanno riportato esiti migliori o segnalato
meno sintomi rispetto ai soggetti di controllo, in termini di intensità del dolore, intensità,
frequenza e durata del mal di testa e ROM articolare, anche a distanza di alcuni mesi.

In particolare, per citarne alcuni, lo studio di Haas .M et al (2010), ha osservato che le tecniche di
manipolazione e mobilizzazione articolare sono state più efficaci nel ridurre l’intensità del dolore e
la disabilità se comparate con il massaggio leggero; inoltre coloro che hanno ricevuto le tecniche di
terapia manuale, hanno ridotto notevolmente la media del numero di cefalee, ed il miglioramento
era mantenuto anche a distanza di 24 settimane dal primo intervento.
Nillson et al (2004) hanno osservato che i soggetti che hanno ricevuto le tecniche di terapia
manuale, hanno avuto una maggiore riduzione del dolore e dell’utilizzo di analgesici, del numero
di ore di mal di testa per giorno, e dell’intensità del mal di testa stesso comparati con i soggetti
che hanno ricevuto un trattamento di laser a bassa frequenza e massaggio cervico-toracico.
Dunning et al. (2016) è stato l’unico studio presente all’interno della revisione che ha confrontato
l'efficacia della manipolazione con le tecniche di mobilizzazione. I risultati di questo studio hanno indicato che la manipolazione era più efficace nel ridurre l’intensità e la disabilità del mal di testa a
1 settimana, 4 settimane e 3 mesi.
Jull et al. (2002) hanno condotto uno studio sugli effetti dell’esercizio terapeutico, sulla
manipolazione e sugli effetti combinati dell’esercizio e della manipolazione in soggetti con
diagnosi di CEH. Dopo 7 settimane, tutti e tre i gruppi avevano ridotto la frequenza e l’intensità del
mal di testa, e il dolore al collo. I risultati sono stati mantenuti in tutti e 3 i gruppi a distanza di 12
mesi. Il gruppo di controllo invece non ha apportato modifiche significative rispetto all’inizio.
Questi risultati evidenziano i possibili benefici duraturi della combinazione dell'esercizio
terapeutico con la manipolazione per i pazienti con CEH.

Possiamo quindi affermare che i risultati di questa revisione, anche se con limiti dovuti soprattutto
alla diversità degli studi presenti al suo interno, suggeriscono che la mobilizzazione o la
manipolazione del rachide cervicale, quindi tecniche di terapia manuale, eseguite da fisioterapisti
specializzati, possono essere utili per le persone che soffrono di cefalea cervicogenica e dolori al
rachide cervicale, e se a tali tecniche vi si aggiunge l’esercizio terapeutico, i risultati potranno
essere più duraturi nel tempo.
Quindi tutte le persone che soffrono di dolori e/o problemi cervicali, con possibile associata
comparsa di mal di testa, un’attenta e scrupolosa valutazione fisioterapica, può essere di aiuto per
capire se tramite l’utilizzo della terapia manuale e/o dell’esercizio terapeutico, il problema può
essere affrontato e risolto nel migliore dei modi.

 

Articolo a cura del Dr. Jacopo Berti,

laureto in Fisioterapia, Master I livello in Terapia Manuale,

socio fondatore di FisioLab Studio fisioterapico e FisioLab 2.0,

amante del proprio lavoro e sportivo dilettante

 

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